Monthly Archives: settembre 2015

Any given day…..

Prendo spunto da un magnifico film con la regia di Oliver Stone e protagonista Al Pacino dal titolo “Ogni maledetta domenica” dall’originale inglese “Any given sunday”.

Le parole dei 4 minuti di trailer che riporto qui, sono per me e siano per tanti che mi leggono, motivo di sfida personale, coraggio, tenacia e incoscienza.

Lascio a ciascuno di voi di mettere a confronto la vita di ogni giorno con l’esempio sportivo raccontato nel film. Certo lo sport sta alla domenica come la vita sta a ogni giorno dell’anno per tutti gli anni.

Ma molte restano le affinità tra la gara su un prato o una pista, per un match, un torneo e la lotta per la vita quotidiana.

Riporto qui il testo dei 4 minuti circa del trailer.

Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E… possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso… certo che… ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte ma questo fa… fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo. Capitelo…
Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto quì.
Allora, che cosa volete fare?

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Politically Scorregg

Il Presidente della Repubblica al Museo Diocesano è intervenuto in occasione dell’82esimo congresso nazionale della società Dante Alighieri, dichiarando tra l’altro :

  1. “…..nel mondo vi è una forte richiesta d’Italia….”

PUNTO INTERROGATIVO

La domanda sorge spontanea : sig. Presidente, sarà per questo che decine di migliaia di italiani hanno fatto le valigie ?

e ha poi continuato :

CLASSIFICHE

2. “….il desiderio d’Italia, lo stile di vita italiano, è collocato nella parte più alta nella classifica dei desideri mondiali….”

Il presidente ha mancato di completare il suddetto enunciato. Lo facciamo noi :

Esimio Presidente, chiunque abbia un briciolo di buon senso e viva una vita normale di lavoro, famiglia, scuola e problemi quotidiani alle sue classifiche dei desideri aggiungerebbe quanto segue :  “…..nonostante che la classe politica che io rappresento, ponga l’italia nelle peggiori classifiche di corruzione, spesa pubblica, tassazione, inettitudine e malgoverno”.

Non so se erano presenti in sala giornalisti. Sicuramente c’erano numerosi invitati, tutti rigorosamente selezionati. L’evento in effetti non si è svolto in un ufficio, in una fabbrica, o per strada, al ristorante, o in una sala d’aspetto d’ospedale.

Comprende sig. Presidente, che lei appartiene a un’esigua minoranza che non rappresenta più nemmeno l’ombra delle comunità di uomini e donne che abitano ancora questo disgraziato Paese ?

Comprende sig. Presidente, che quando una minoranza tiene in scacco un numero enorme di persone, deridendone il buon senso e la capacità attraverso retorica e discorsi di facciata, il baratro è già sotto i piedi di tutti noi, lei compreso ?

Ostaggi della demoKrazia

Italia, ANNI 60 – 70

Tra gli anni 60 e 70, molti di noi ricordano ancora la lunghissima sequenza di sequestri di persona effettuati dall’Anonima Sarda o Calabrese. Molti di questi sequestri si conclusero drammaticamente con la sparizione o la morte degli ostaggi. Altri con il loro  rilascio dopo il pagamento di un riscatto da parte delle famiglie. All’epoca guardavamo tutti con apprensione e vicinanza queste storie e le persone in esse coinvolte, vittime e familiari.

Vi era in effetti una situazione chiara per tutti noi : una persona che veniva rapita e tenuta nascosta, i familiari in angoscia, gli sconosciuti autori del sequestro.

Ancora più chiaro, ma non necessariamente a tutti, è il fatto che gli appartenenti all’Anonima Sequestri agivano deliberatamente, a rischio e pericolo della propria vita (essere impallinati) o della propria libertà (finire in prigione), senza certezza di successo (ottenere un riscatto).

Questo tipo di crimine ha cessato di esistere negli anni successivi, lasciando sul campo centinaia di vittime e qualche decina di morti tra i sequestrati, la rovina psicologica per molti familiari, decenni di carcerazione o ergastolo per i criminali, la morte per alcuni di loro nei conflitti a fuoco con le forze dell’ordine.

itaGlia, ANNO 2015

Un tagliando di carta appeso una bici depositata vicino alla stazione del Metrò, mi ha dato in questi giorni la conferma del perchè l’anonima sequestri ha cessato di esistere, soppiantata dall’ANONIMA SEQUESTRI PUBBLICA

BICI CERNUSCO

Mancano nel suddetto tagliando solo i nomi del parassita comunale (immagino Assessore alla Creatività) e dell’eroe dei due mondi in diviSSa, capo del sopra citato corpo.

Ammetto che appena finito di leggere il pezzo di carta, sono dovuto scappare in bagno. I parassiti e le loro azioni mi producono questa fisiologica reazione. Sempre meno pericoloso andare di corpo che prenderne a schiaffoni qualcuno di loro e coprirlo di sputi e vergogna in mezzo alla strada o direttamente nei loro uffici.

Dopo quindi la guerra alle auto e all’inquinamento, per i parassiti è tempo di guerra alle bici. In fondo la guerra mai dichiarata apertamente, ed ignorata ormai solo dai sassi, prende nuove forme e cerca nuove strategie. Sottili, pervasive, travestite di ordine pubblico e bene komune per farle digerire al gregge come fosse erbetta fresca e foraggio di prima scelta.

La gente che parassita non è, che si occupa solo di lavorare, andare a scuola, o sopravvivere di pensione, finirà di trovare presto qualche capo popolo, che come la Storia insegna, schiaccerà questi parassiti della società come pidocchi. Ma loro, i parassiti locali e nazionali, accecati dalla loro vanità e gonfi della loro insulsa prepotenza non comprendono neppure questo rischio ormai al limite della latenza. Peggio per loro.

Ritornando al fatto specifico dunque, io osservo da una parte l’anonima sequestri con sedi in tutta italia e cupola organizzativa in roma, e dall’altra parte la gente comune che per andare a lavorare o a scuola al mattino esce in bici anche quando nevica o piove per poter fare il proprio dovere. Da una parte un drappello di sequestratori e dall’altra decine di milioni di sequestrati, ostaggi nella vita di ogni giorno, privati di ogni possibile decisione, scelta, autonomia e responsabilità. Una roba vomitevole davvero.

E’ per me motivo di infinita tristezza ma anche di irrudicibile sete e forza di riscatto e liberazione, dover constatare come un manipolo di parassiti installati su scranni locali e nazionali, con banda tricolore o diviSSa d’ordinanza non fa differenza, a seconda della stagione politica, del colore delle minoranze che dirigono, delle esigenze di spesa pubblica e di Konsenso elettorale, possano dire e fare tutto e il contrario di tutto della vita delle persone.

Nella fattispecie, il comune di Cernusco Sul Naviglio (MI) cioè l’Anonima della Martesana (dal nome dell’omonimo naviglio milanese, appunto), protagonista dell’iniziativa guidata da una banda di sequestratori locali, gode (è il caso di dirlo) di un suffraggio elettorale allineato a quello medio italiano, cioè meno del 50% degli aventi diritto e giunta comunale con meno del 30% dei voti. Una vera demoKrazia, non c’è che dire.

Nel volantino di avvertimento redatto dai parassiti, sono indicati tutti i posti dove non sarebbe possibile lasciare la bici. Dall’espressione “altri luoghi NON AUTORIZZATI” deduco che siano stati o verranno appositamente predispote aree a pagamento per poter lasciare la bici, rigorosamente incustodita e all’aperto, come avviene sui marciapiedi, arredi urbani e altri luoghi o vie non autorizzate.

Basterebbe questo sopruso in un paese normale, per far finire arrosto i parassiti del palazzo comunale e i loro difensori d’ufficio in diviSSa. Ma si sa, qui si parla ormai non già di un paese normale ma di uno sconfinato e maleodorante ovile. Ma attenzione:

le pecore stanno nell’ovile e pascolano

a guardia dell’ovile stanno i loro lupi travestiti da buon pastore

e appena fuori per fortuna si ingrossano le fila di uomini e donne veri che non tollerano più i misfatti delle Anonime Sequestri Pubblike di cui pullula l’Italia intera e che ammorbano ogni cosa. Questi uomini e queste donne non mancheranno presto di far sentire la loro azione.

Per concludere : nel volantino neppure un cenno agli eventuali articoli del codice della strada (uno dei loro classici paraventi, la legge) che disciplinerebbero la sosta delle bici !!! Lo farò io stesso nei prossimi giorni per dare filo da torcere a questi insopportabili nullafacenti e parassiti della comunità.

Ho appena lasciato un messaggio sul blog del Sindaco di Cernusco. Non verrà di certo pubblicato, ma il suo garbato autore viene avvisato.

VISITATE IL BLOG DELL’ATTUALE SIGNOR SINDACO DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO, E LASCIATEGLI UN GARBATO COMMENTO DI ELOGIO ED ENCOMIO SOLENNE. Il vostro commento non verrà reso pubblico ovviamente. Ma il soggetto in questione capirà quanta gente disprezza ormai questa elite di sequestratori sociali.

http://www.eugeniocomincini.it/

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Divorzio e democrazia

Se la demoKrazia è tollerante ed è il governo del popolo,
se la demoKrazia è il sistema più bello del mondo che viene pure esportato dove non la conoscono e la vorrebbero neppure gratis,

DIVORZIO
se la demoKrazia pensa e provvede ai diritti di tutti per tutta la vita,
se come proclamano la demoKrazia assicura il progresso e la pace
qualcuno mi spiega come mai la demoKrazia non permette a quelli che non hanno bisogno di essa, di potersene pacificamente separare per sempre ?
Se la demoKrazia è il miglior sistema di convivenza, il suo klero e le schiere delle sue legioni di fedeli non dovrebbero temere alcunchè.

DEMOCRAZIA
E com’è invece, che chiunque voglia separarsi dai suoi monopoli ed affari, non viene ascoltato, non ha diritti, viene deriso, ingiuriato, additato come anarchico, individualista, egoista, liberista e altro ancora ?
Come si spiega che ci si può separare dal coniuge, ci si può separare dalla vita, si può persino impedire di nascere, si può cambiare sesso, ci si può sposare tra uomini e tra donne, che con la demoKrazia è tutto possibile e per ogni richiesta di diritto c’è subito pronto un partito, un programma, un decreto, e invece non ci sono possibilità di divorzio dalla demoKrazia, dalla sua religione idolatrica, e dalle schiere degli statalesi suoi fedeli ?

i 10 Co-Mandamenti

I DIECI CO-MANDAMENTI

  1. Non avrai altro stato all’infuori di me
  2. Non nominare il nome dello stato invano
  3. Ricordati di santificare il 1 maggio e il 2 giugno
  4. Onora lo stato che ti mantiene e non gravare suoi tuoi genitori
  5. Non uccidere salvo i casi in cui te lo imponiamo o te lo permettiamo per legge
  6. Ricordati di pagare le tasse per non commettere atti impuri
  7. Non rubare, lascialo fare a noi
  8. Non essere mai testimone di nulla, quello che è stato è stato
  9. Non desiderare la donna d’altri, ti distrae dall’essere un cittadino modello
  10. Non desiderare la roba d’altri, ci pensiamo già noi

 

Sancta Romanae Kostitutionem – Sancta Romanae Cupolam

MATTARELLA

PRESIDENTE SENATORUMRENZYE SCOUTTEBOLDRINA

I FEDELI DELLO STATALISMO : gli STATA-LESI

GREGGE ITAGLICO

C’è un tempo per ogni cosa….

un libro sapienziale dell’Antico Testamento, per l’esattezza il Qoèlet, talvolta denominato Ecclesiaste, dice così :

2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace (Qo 3,2-8).

Trovo questi versi di una semplicità tale che in essi, chiunque non sia più un adolescente vi può riconoscere la propria esperienza umana e quella della società in cui vive.

Da queste parole trovo oggi lo spunto per scrivere questo post, e la speranza che possano essere profetiche per tutti noi, a partire da me che le scrivo, a voi che le leggete, e quelli che le leggeranno grazie a voi che le avrete fatte girare come vi chiedo di fare attraverso i social forum e gli altri potenti mezzi della comunicazione moderna.

I versi del Qoèlet ve li offro come chiave di lettura della nostra realtà. Prima di tutto la nostra realtà individuale di padri e madri di famiglia, single, divorziati, figli o nipoti, lavoratori e cittadini, contribuenti, studenti, pensionati, imprenditori o artigiani, commercianti, professionisti e di qualunque altra condizione che sia la vostra personale, e che non mi riesce di elencare.

Secondariamente questi versi possano essere chiave di lettura anche della società, in particolare di quella italiana nella quale viviamo.

Non sono esegeta e neppure biblista, quindi quello che mi auguro da questi versi e che ciascuno leggendoli, si ponga almeno due domande :

1. in che tempo mi trovo personalmente ?

2. quale tempo sta attraversando la nostra società, in particolare quella italiana ?

seme

Per parte mia, la prima domanda mi trova collocato all’ultimo verso “un tempo per la guerra e un tempo per la pace”. La seconda domanda invece mi colloca nel verso quasi iniziale : …un tempo per piantare e un tempo per sradicare …

Nessun cambiamento individuale e nella società è mai avvenuto e potrà avvenire senza queste due azioni insieme :

piantare e sradicare. Un’azione di vita e un’azione di morte dunque insieme.

sradicare

Non ho mai avuto e non ho la pretesa di avere il miglior seme possibile, e neppure quella di conoscere quale pianta deve essere sradicata. Non ho la prepotenza o la presunzione di credere che il mio seme debba andare bene anche a te che mi leggi.

Ho però la consapevolezza, che il seme che possiedo è simile a quello di moltissimi altri che mi rassomigliano, che hanno affinità di pensiero, di vita, di visione. E mi basta questo per dirvi : è giunto il  tempo di seminare.

Pur nel rispetto dei principi di non aggressione cui mi ispiro, non posso ignorare che sia giunto anche il tempo per sradicare. Sradicare cosa ? Penso che semplicemente sarà inevitabile sradicare quello che si opporrà all’azione che per noi è arrivato il tempo di compiere : seminare.

Sradicheremo le erbacce che infestano il terreno, sradicheremo quelle che vorranno ritornare a crescere dove noi abbiamo seminato. E sradicheremo chiunque stabilisca o ritenga che non ci è consentito seminare, e che il loro campo e i loro frutti debbano per legge andare bene anche a noi. Questo tempo è finito, come finiscono tutte le cose di questo mondo, e come sono stati sepolti dall’oblio tutti i sistemi precedenti alla demokrazia del consenso e della spesa pubblika, verrà sradicata e sepolta essa stessa, superata da un sistema nuovo che non è necessario oggi avere chiaro. Chiaro è solo il seme e questo ai veri rivoluzionari basta e avanza.

Per seminare e per sradicare, insomma per agire, il tempo delle parole è finito cari amici. Le tastiere potranno servire solo come supporto logistico alla guerra che intendiamo combattere. Il tempo della pace è finito da un pezzo, per la semplice ragione che qualcuno, pur non avendo mai apertamente dichiarato guerra a una parte di italiani, ha agito da nemico, da rapinatore, da criminale, da despota e tiranno. Il tempo della pace è finito e la guerra è ormai in corso da decenni. Guerra della società parassitaria preoccupata solo di potersi perpetuare nei secoli dei secoli, contro quella parte di società (i produttori di ricchezza) notoriamente più propensa o pressata a produrre, a cercare clienti, a intraprendere nuove iniziative, a vendere, a competere.

Gioca a nostro favore la crescente ma già larghissima parte della società parassitaria, mi riferisco ai dipendenti pubblici di ogni ordine e grado, e a quanti vivono direttamente o indirettamente attaccati alla pompa della spesa pubblica, che soffrono le conseguenze della metastasi statalista : pensioni da fame, stipendi idem, figli disoccupati, emigrazione italiana e immigrazione di veri derelitti e di farabutti che si mascherano tra loro per invadere la nostra terra.

Prendiamo atto di questo amici cari, e non andiamo troppo per il sottile con dotti ragionamenti e perifrasi, per eludere la tragica realtà. Questo è il tempo della semplicità, che è la potenza dell’azione e la forza delle idee e del lavoro. Questo è il tempo di agire.

Da ormai molti anni, e in particolare dal maggio 2004 con alcuni amici che stimo e che considero delle grandi persone, per intelligenza, senso critico, profondità di pensiero e livello di analisi dei fatti contemporanei, abbiamo messo a punto quasi come un opera di ingegneria genetica, le caratteristiche del seme della pianta che nascerà.

Questo seme e questa pianta potranno nascere solo da un’azione attiva-difensiva (seminare) e da una reazione aggressiva eventuale (sradicare). Il pacifismo alla KattoKomunista mi ha sempre fatto schifo. E’ il pacifismo delle bandiere arcobaleno sventolanti nell’era Bush, e subito ammainate quando alla casa bianca hanno piazzato il rendentore musulmano di origini kenyote.

Solo gli imbecilli e i deficienti, vivono illusi che i cambiamenti maturano per via indolore e senza conseguenze, tragiche talvolta. Sono certo che tu mi leggi non appartieni a nessuna delle due categorie.

Vorrei quindi attraverso di voi che mi leggete e a quelli che insieme a voi si sentono interrogati dai versi del Qoèlet si possa piantare questo seme. Pronti a dover reagire sradicando. Le erbacce non mancano affatto nel terreno che sono il nostro lavoro, la nostra proprietà e la libertà che reclamiamo. Tali mortali erbacce tenderanno a riformarsi, statene certi.

Dobbiamo soprattutto essere pronti con la kasta politico parassitaria e dei loro apparati di sicurezza e difesa, pagati coi nostri soldi, che si sentiranno per la prima volta seriamente minacciati di dover interrompere il festino e non poter perpetuare più indisturbati il sistema di privilegio e rendita che hanno creato, difendono, propagandano al gregge elettorale. Sappiano questi parassiti, che non torceremo loro neppure un capello. A una sola condizione : che si rassegnino a vivere del proprio, tenendo in piedi il loro cancerogeno sistema del konsenso e della spesa pubblika tra di loro e coi loro affiliati, se ne avranno. Sappiano peraltro che tutti noi me compreso, possiamo essere atei o credenti, ma che una sola religione riteniamo mortale : lo statalismo. E pericolosi quelli che ne adorano le liturgie e i mantra. Quindi non sbandierate kostituzioni, unità repubblikana, istituzioni e altre corbellerie. Non fatelo perchè vi vomiteremo addosso. Fatelo con quelli, fintanto che ne avrete, che si sono rassegnati a una vita da sussidiati e da schiavi della vostra corte dei miracoli. In caso queste parole non vi siano chiare, sappiate che lo sradicamento avverrà impietoso e inesorabile. Non saremo noi a organizzarlo, non siamo imbecilli come i vosti elettori. Lo sradicamente avverrà per via naturale che neanche voi immaginate, stupidi come siete. A parte voi infatti, politici italioti, chiunque al mondo comprende e sa che è impossibile tenere in schiavitù qualcuno per tutta la vita, senza mettere in conto la morte per mano dello stesso schiavo.

Vi considero pertanto non solo degli inqualificabili irresponsabili ma criminali sociali di prim’ordine, perchè inconsapevoli come siete della possibile e temibile reazione degli schiavi, avete continuato a serrare le catene e appensatire i serragli. Quello che avviene oggi e che avverrà sarà nient’altro che la naturale reazione alle vostre azioni irresponsabili, alla vostra insopportabile vanità e boria da nullafacenti di professione, alla vostra insulsa essenza di parassiti e missionari del bene Komune coi soldi altrui, al fetore di sterco e di morte che la vostra presenza spande dovunque siate o transitiate.

Datemi amici miei quindi, la possibilità di incontrarvi (non qui sulle tastiere !!!) e di incontrare i vostri amici, familiari e quanti ne hanno davvero colme le tasche della situazione. Dovete aiutarmi a “inventariare” la galassia silenziosa e invisibile che ci circonda e poi a coinvolgerne i corpi. A quanti scriveranno un commento, anche solo per dire : “presente”, scrivero io direttamente sulla vostra mail (non avete bisogno di indicarla nel commento come qualcuno ha fatto) che vedo comunque come autore del blog e prenderemo accordi e soprattutto attendo suggerimenti e consigli perchè la semina sia veloce e proficua, e soprattutto perchè l’inevitabile sradicamento che ahinoi non potremo risparmiarci, avvenga nel modo più coerente e pacifico possibile.

Ricordati è finito un tempo e se ne comincia un’altro. Vuoi ancora attendere ?