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BREXIT & CREPIT

Il copione del pre-referendum e anche del post referendum, nella duplice versione BREXIT or NOT, era già scritto. Già prima del 2013, anno in cui Cameron e non per gli effetti di una rivelazione divina avuta in sogno, decise che era arrivato il tempo di chiudere definitivamente la questione EU yes or EU not, che diciamolo pure è sempre stata una questione open dall’inizio. Non è un caso che gli inglesi non sono mai entrati nell’euro.

Brexit

Egli sperava che Nigel Farage e il suo agguerrito partito l’UKIP, con il crescente consenso non avrebbero fatto in tempo a prevalere. Questo calcolo si è rivelato errato e in poco più di due anni Farage e soci sono riusciti a far prevalere la loro parte. L’europa con le sue politiche dissennate è stata alleata di Farage. L’europa dello sfacelo economico, dell’immigrazione di massa, della pianificazione esasperata della vita di 350 milioni di individui, cosi diversi per storia, tradizioni, cultura, bisogni, aspirazioni, ecc…

Il copione del pre-referendum è già acqua passata. Ora siamo tutti bombardati da quello post referendario, nella versione ovviamente contestuale, in cui ha vinto la volontà della maggioranza degli inglesi di lasciare l’UE.

Non sto qui a tediarvi con i contenuti mediatici in corso sulla propaganda di massa. TG, speciali, talkeshowe, dossier, interviste ad esperti, tavole rotonde, dibattiti e faccia a faccia, non escludo neppure qualche lacrimevole episodio sul tema BREXIT nelle trasmissioni della De Filippi, sono tutti a tiro di telecomando. La propaganda è scontata anche se è talmente miserevole e priva di argomenti logici e razionali, che fa rabbia osservare lo sforzo di ammansire, distrarre, intontire così tante persone che invece potrebbero essere informate con un minino di realtà. Lo sforzo di propaganda è proporzionale alla paura e al terrore che la situazione stia definitivamente sfuggendo di mano alle oligarchie UE e degli stati nazionali. Buon segno.

Gli stati, lo stesso superstato Europeo sono costruzioni fittizie. Come fittizia e priva di fondamento è l’autorità politica. Si dimostra infatti che le elezioni e il suffraggio elettorale non sono altro che costruzioni fittizie per tenere in piedi un castello di carta. Una bugia non è la migliore base per sostenere una frode.

Il bello è che i demokratici di professione, quelli alla renzyes, quelli del mesozoiko alla napolitano, alla phrodi, alla merkel, alla hollande e via discorrendo, sono tutti a stracciarsi le vesti e a dire ogni male di chi ha vinto in UK e dell’idea che ha avuto la meglio. A questi demokratici vorrei ricordare che il presunto principio divino a cui ispirano le loro eroiche gesta di parassiti, cioè quello della “volontà della maggioranza”, produce esattamente che le cose possano andare diversamente da come ci avrebbe fatto piacere. E non si capisce quindi perchè la maggioranza affermerebbe delle cose giuste, e la minoranza no. Ma in certi casi, dipende. E perchè allora il 48% dovrebbe adattarsi a una decisione ingiusta del 52% ? non è una violenza inaccettabile ? lo prevede la vostra demokrazia questo, risolvete se vi riesce la contraddizione. Ma loro non risolvono contraddizioni, non sono attrezzati. Loro lavorano sempre perchè il loro 48% di oggi, diventi il 50,000000001 di domani.

La volontà della maggioranza, è tutto fuorchè un principio. Una geniale trovata tutt’altro che di origine divina, che la statistica elementare smaschererebbe in un battibaleno: una vera e propria frode.

L’affermarsi ora dell’una ora dell’altra parte politica, in qualsiasi questione, dalla più piccola alla più grande, è una frode e produce quello che le frodi producono : vittime, perdite, danni, separazioni, liti, rancori, odi, sete di rivincita.

Sarebbe invece naturale e possibile, se non ci fossero lo stato nazionale (in questo caso l’Inghilterra), la demokrazia parlamentare, le minchiate dei referendum, avere un 52% di Inglesi che stanno fuori dalle regole e dalla pianificazione UE, il 48% che continua a pagare e adeguarsi ai dettami di quelli che considera i propri paladini e la propria conventicola.

Quindi ho accolto con favore il risultato dell’uscita dell’Inghilterra dalla UE, solo perchè è ricusata definitivamente l’idea del superstato come di quell’organismo dell’ordine soprannaturale, che provvede e sopperisce dove gli stati nazionali difettano o hanno manifestamente fallito. Che è già questa una contraddizione di termini. Se tu hai una piccola società che non funziona o ha problemi, non è certo mettendosi insieme ad altri sgangherati operatori del tuo settore e facendo una fusione di massa, che tutto d’un tratto le cose cambiano come per magia. Ma si sa nella politica e nella vita sociale, la ragione è morta e prevale la superstizione e la propaganda. E quindi al previsto fallimento degli stati nazionali si è provveduto con il superstato.

Spero che a seguito dell’uscita di UK, si muovano altri paesi per chiedere la separazione da questa combriccola di briganti che ha rovinato un’intera area economica del mondo, trasformandola in un approdo per milioni di aspiranti parassiti, e desertificando intere nazioni come l’italia, la spagna, la grecia, la francia.

E spero altresi che questo processo naturale, che vede il formarsi di comunità sempre più piccole o comunque territorialmente più omogenee, aiuti l’affermazione delle libertà individuali, della libera iniziativa, e lo sfacelo definitivo del collettivismo dilagante.

Non faccio previsioni sul dopo BREXIT. Ne per UK, ne per la UE, ne per l’universo mondo. Non le faccio perchè è impossibile farle in un contesto in cui la realtà è continuamente manipolata dalle decisioni di una mariuolo alla draghi e della sua combriccola di Francoforte, dalla incessante attività di pianificazione e produzione legislativa della commissione europea, dei parlamenti nazionali e regionali, fino alle stupidaggini comunali alla sala della madunina che fa tanto tinello, o all’appendino della Mole che fa tanto guardaroba. In questo contesto animato da armate di truffatori di professione, illusionisti di palazzo, le previsioni le fanno i coglioni di ogni livello e genere che sproloquiano dall’altro ieri sera su tutti gli schermi taGliani, da tutte le radio24 alla barisoni (che non per niente fa rima con marroni). Ma sappiamo che non si tratta di previsioni, ma di divinazioni, in tutto e per tutto simili a quelle degli stregoni e delle fattucchiere. Il mio più caloroso AFFANKULO, a tutta questa banda di miserabili. Ai lampioni da addobbare ci penseranno presto altri.

Niente previsioni da parte mia dunque, ma solo qualche dato. Dicono più di tutti i numeri. Io ho tratto le mie previsioni guardando questi numeri, voi non so. E il pre o post referendum inglese, è solo una quisquilia. Caso mai, usate il telecomando, anche adesso che sono le 16.30 di sabato, qualche coglione che alla tele o per radio sproloquia come piace a voi, sul disastro dell’uscita dell’Inghilterra dalla UE, lo trovate di certo.

TASSE BIS

Comunque agli inglesi il Brexit. Ai taGliani il CREPIT.

La liturgia elettorale…

Il libertario è intellettualmente solo per definizione. Mentre quasi tutti vedono nella democrazia l’opposto della tirannia, lui vede in essa lo strumento più letale di tirannia. Mentre quasi tutti vedono nello stato la soluzione ai problemi economici, egli vede in esso la loro origine.

Non è, si badi bene, una questione di opinioni diverse. La posizione del libertario e quella degli “altri” non stanno sullo stesso piano. Non hanno pari dignità. Il libertario applica la logica, gli “altri” no. La posizione del libertario è scientifica, quella degli “altri” (anche quando si definiscono “scienziati sociali”) è una superstizione.

Le interpretazioni del pensiero libertario sono molte, ma i paradigmi di quel pensiero sono sempre e solo due, uno etico l’altro economico: il principio di non aggressione e la teoria soggettiva del valore. Applicando la logica a questi due paradigmi si arriva a una teoria della giustizia e a una teoria economica. Per rifiutare queste teorie occorre rifiutare il principio di non aggressione e la teoria soggettiva del valore (e occorre rifiutarli insieme). Nessuno al mondo è mai riuscito a farlo. Nella storia del pensiero sociale non esiste una sola persona che abbia retto il confronto con un libertario.

Le elezioni sono la celebrazione della vittoria della superstizione sulla scienza, della tirannia sulla libertà, del declino economico inconsapevole sulla prosperità concreta e reale. Esse sono la celebrazione della solitudine intellettuale del libertario. Il trionfo del male sul bene, della collettività sull’individuo
(Giovanni Birindelli 20.6.2016)

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