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Perifrasi della Kostituzione italica (prima puntata)

La parola “costituzione” indica primariamente l’atto di formare, istituire qualcosa. Si costituisce un’associazione, una famiglia, una squadra di calcio, un club filatelico, e cosi via.

repubblica bananeElemento di ogni atto costitutivo è la volontarietà delle parti coinvolte. Ad esempio : si costituisce un nuovo rapporto di lavoro quando due bisogni convergenti quello del datore di lavoro e di chi cerca lavoro, trovano le condizioni di reciproca soddisfazione e libera adesione.

La kostituzione italica quindi, già dal suo titolo, rappresenta manifestamente la negazione del principio di volontarietà (libera adesione) e di quello della reciproca soddisfazione di ciascuna delle parti che si costituiscono.

Negazione del principio di libera adesione, perchè che a te piaccia o meno, a te interessi o meno, anche se sei un bebè nato nel 2016, per te hanno già deciso alcuni vissuti un secolo prima e ormai tutti morti, sepolti e divenuti cenere. Sei nato in Italia e fai parte della loro associazione, punto.

Negazione del principio di reciproca soddisfazione perchè se, ammesso e non concesso, sei nato nel 1958 e non ricavi più soddisfazione da questa onorata società cui ti hanno affiliato d’ufficio appena nato, non puoi recedere dalla partecipazione e dal pagamento delle quote che essa prevede.

Passiamo adesso alle altre parole del titolone della summa statalista.

La parola “repubblica” indica che si costituisce una “cosa pubblica”. Quindi si tratta della costituzione di una non meglio specificata entità. Nel dizionario della nostra lingua non in quello giapponese, il termine “cosa” è definito modo generico per definire altra entità, non meglio precisata o identificabile. Nel linguaggio comune infatti con l’espressione : “chiama le cose con il loro nome”, intendiamo invitare un interolocutore ad essere chiaro, preciso e non essere evasivo o bleffare.

Se il termine “cosa” è appunto generico modo per indicare tutto e niente, peggio fa l’aggettivo “pubblica”.

Cosa è il pubblico ? di solito è una massa indistinta di persone. Nel pubblico non c’è traccia dell’originalità dell’individuo, di ciascuno individuo,  ma appaiono solo la sua grandezza numerica (numero di spettatori o partecipanti) e l’oggetto dell’interesse di quel pubblico : un concerto, una competizione sportiva, ecc.

Alle parola res-pubblica l’unica qualificazione dall’indeterminatezza sopra dimostrata, proviene dall’aggettivo “italiana” che come per uno stadio indica nient’altro che il luogo dove si radunano il publico dei tifosi, in un teatro il pubblico degli spettatori.

Sintetizzando quindi abbiamo che il 27 dicembre 1947 un gruppo di persone, hanno costituito una cosa indeterminata per un pubblico che aveva in comune un territorio, denominato Italia.

Basterebbe già questo, per capire come gli autori dei 139 articoli della Torah statalista, avessero come preoccupazione massima quella di blindare la loro già traballante “associazione”. Al netto di inno di mameli, tricolore e altre stupidaggini patriottiche.

Ricordo infatti che l’Assemblea Costituente eletta il 2 giugno 1946 altro non fu che il risultato di elezioni in cui :

  1. più di tremilioni di italiani, per l’esattezza 3.058.062 (il 10,9 %) si astennero dal votare (Elettori: 28 005 449 – Votanti: 24 947 187 cioè 89,08%)
  2. circa 12 milioni e 700 000 votarono per la repubblica, contro 10 milioni e 700 000 che votarono per la monarchia, lo stesso 2.6.1946 nel contemporaneo referendum sulla forma di stato che si voleva scegliere.

I numeri quindi descrivono bene il parto di questa associazione unilaterale, cui si partecipa d’ufficio dal momento del concepimento sino a quello in cui le tue ceneri saranno disperse al vento. Se la credibilità di questa associazione obbligatoria era già discutibile e traballante nel 1946, è normale che oggi tale credibilità equivale a quella di Cicciolina che promette di riportare sulla via della castità un drappello di bagasce nigeriane.

Se oggigiorno votano ormai meno del 50% degli aventi diritto e tra quel 50% dei votanti, al netto dei parassiti dell’apparato e il popolo dei peones di partito, ci sono milioni di persone che ammettono che questo sistema non può più andare avanti, ci sarà pure qualche credibile ragione.

Per riassumere, abbiamo quindi tre parole :

1) Costituzione 2) Repubblica 3) Italiana

usata ad arte la prima, indefinite le seconde due (res – pubblica) e geografica la terza.

Il risultato di questa frode lessicale è il seguente : chiunque nasce sul territorio italiano, appartiene a una cosa indefinita ma pubblica, stabilità nel 1946 dai rappresentanti (556 parlamentari) di una cosiddetta maggioranza di quel tempo, che già non comprendeva il 10,9% degli astenuti e i 10.700.000 monarchici. Come dire : bruscolini di minoranze !!!

Ho scritto questo primo post  di analisi linguistica della Kostituzione italiota, senza accampare o vantare conoscenze giuridiche che non ho e che non mi servono. Per riconoscere infatti un frutto marcio, non serve essere contadino.

Decantata dai giullari di corte alla Benigni !!!

Straccio di tutti i parassiti per coprire le pubende della loro invereconda prepotenza !!!

la summa della dottrina statalista, la kostituzione è dunque qualificata dal suo stesso titolo.

Continuerò appena trovo il tempo, con la perifrasi del suo testo, articolo per articolo, sperando di non dover arrivare al 139 che è l’ultimo. Spero che vada tutto a scatafascio molto prima. Promesso. Poi magari ci scappa pure un libro e uno spettacolo alla faccia di tutti Benigni di itaGLia e dell’armata dei parassiti di questo disastrato paese.