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Discorso sulla servitù volontaria….
Quello che colpisce del brano e dell’autore sono alcune cose:
del brano, la viva attualità e la disarmante descrizione dei servi e dei tiranni;
dell’autore, la brevissima vita e la capacità a soli 22 anni di scrivere 30 pagine talmente profonde e vere, da diventare memorabili ed arrivare sino a giorni nostri
estratto da “Discorso sulla servitù volontaria
attribuito a Etienne de la Boétie (Sarlat, 1º novembre 1530Germignan, 18 agosto 1563)
…..Per ora vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e città, tante nazioni a volte sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato e non potrebbe far male ad alcuno, se non nel caso che si preferisca sopportarlo anziché contraddirlo. E’ un fatto davvero sorprendente e nello stesso tempo comune, tanto che c’è più da dolersene che da meravigliarsene, vedere milioni e milioni di uomini asserviti come miserabili, messi a testa bassa sotto ad un giogo vergognoso non per costrizione di forza maggiore ma perché sembra siano affascinati e quasi stregati dal solo nome di uno di fronte al quale non dovrebbero né temerne la forza, dato che si tratta appunto di una persona sola, né amarne le qualità poiché si comporta verso di loro in modo del tutto inumano e selvaggio……
…..Ma, buon Dio, che faccenda è mai questa? Come spiegarla? Quale disgrazia, quale vizio, quale disgraziato vizio fa sì che dobbiamo vedere un’infinità di uomini non solo ubbidire ma servire, non essere governati ma tiranneggiati a tal punto che non possiedono più né beni, né figli, né genitori e neppure la propria vita….
Ma in tutti i vizi ci sono dei limiti oltre i quali non si può andare; due uomini, ammettiamo anche dieci, possono aver paura di uno. Ma se mille persone, che dico, mille città non si difendono da uno solo questa non è viltà, non si può essere vigliacchi fino a questo punto, così come aver coraggio non significa che un uomo si debba metter da solo a scalare una fortezza, attaccare un’armata, conquistare un regno! Che razza di vizio è allora questo se non merita neppure il nome di viltà, se non si riesce a qualificarlo con termini sufficientemente spregevoli, se la natura stessa lo disapprova e il linguaggio rifiuta di nominarlo?
…..Povera gente insensata, popoli ostinati nel male e ciechi nei confronti del vostro bene! Vi lasciate portar via sotto gli occhi tutti i vostri migliori guadagni, permettete che saccheggino i vostri campi, rubino nelle vostre case spogliandole dei vecchi mobili paterni. Vivete in condizione da non poter più vantarvi di tenere una cosa che sia vostra; e vi sembrerebbe addirittura di ricevere un gran favore se vi si lasciasse la metà dei vostri beni, delle vostre famiglie, della vostra stessa vita. E tutti questi danni, queste sventure, questa rovina vi vengono non da molti nemici ma da uno solo, da colui che voi stessi avete reso tanto…
…. Siate dunque decisi a non servire mai più e sarete liberi. Non voglio che scacciate il tiranno e lo buttiate giù dal trono; basta che non lo sosteniate più e lo vedrete crollare a terra per il peso e andare in frantumi come un colosso a cui sia stato tolto il basamento…
…. Infine per quanto riguarda colui che ha ricevuto il potere dal popolo, mi sembra che dovrebbe essere più sopportabile e credo lo sarebbe se non fosse per il fatto che una volta vistosi innalzato sopra tutti gli altri, gonfiato da un sentimento che non saprei definire ma che tutti chiamano senso di grandezza, decide di non scenderne più….
…. Così, a dir la verità, vedo che tra i vari tipi di tirannide vi è qualche differenza ma non noto che vi sia la possibilità di una scelta, poiché pur essendo diverse le vie per arrivare al potere il modo di regnare è sempre più o meno lo stesso. Coloro che sono eletti dal popolo lo trattano come un toro da domare; chi ha conquistato il regno pensa di avere su di lui il diritto di preda; chi infine lo ha ereditato considera i sudditi come suoi schiavi naturali….
INTERLIBERTARIANS 2016, Lugano

INTERLIBERTARIANS 2016, Lugano palazzo dei Congressi.

Domenica 20 novembre, a Lugano la 5° edizione di Interlibertarians 2016. L’evento (escluso il 2015) si ripete dal 2011.

Il tema 2016 è “RESIST THE STATE”. Il programma della giornata, nell’incantevole cornice di Lugano (CH) e del suo Lago, lo trovate al link sotto riportato.
interlibertarians-2016

http://www.interlibertarians.org/

COME ISCRIVERSI E PARTECIPARE

A questo link trovate il modulo per la partecipazione, che è gratuita. Iscrivetevi per l’assegnazione preventiva di un posto nella sala del palazzo congressi. Sul modulo potete usufruire delle opzioni a pagamento per Hotel, pranzo, parking.

Detto questo aggiungo qualche pensiero sul tema e sull’evento, per sponsorizzarlo e invitare tutti a partecipare.

PERCHE’ PARTECIPARE

Questo blog costituisce un piccolo formidabile esempio di quante persone non intendono gettare all’ammasso il cervello. Da parte dei lettori riceviamo commenti critici, alcuni talvolta irriverenti o di contrapposizione e perfino di scherno. Questo è il segno che qui pulsa vita, idee, speranze, desiderio di Libertà e rinascita.

La società di persone che lavorano o un lavoro lo cercano, che lottano e sperano senza protezioni e protettori, il cui futuro dipende soltanto dalle loro azioni, consapevolezza, decisioni, portafoglio, sono ancora tante.

Tutte tanto rapinate dal fisco quanto inascoltate, snobbate e derise dalle schiere oligarchiche dei miserabili parassiti di partito e di apparato e dai cortigiani del loro regno. Schiere oligarchiche variopinte e solo apparentemente diverse, ma tutte indistintamente costituite da impresentabili brontosauri del mesozoico che per salvare la baracca dallo sfacelo definitivo, hanno mandato avanti giovani patacca dell’ultima ora e fanciulle avvenenti dall’aria di consumate statiste!

VANTAGGI DI PARTECIPARE

Partecipare a Intelibertarians 2016, non è una perdita di tempo, come potrebbe sembrare. La Libertà non nasce dalle rivoluzioni armate. Le rivoluzioni armate sostituiscono un tiranno con un altro.

La Libertà è un processo il cui primo passo è la consapevolezza. Per i tiranni di ogni epoca, il miglior schiavo è quello che ignora la sua stessa condizione, non vede le catene che porta, e se le vede le considera il giusto pegno da pagare al carnefice, o le attribuisce a figure mitologiche che lo stesso carnefice crea ad arte per distrarre l’attenzione delle sue vittime.

Quindi venire a Interlibertarians, è il primo passo per chiunque, nel processo di conquista individuale, familiare, comunitario, della Libertà.

Il contesto dell’incontro è stato nel passato e sarà anche quest’anno accogliente e favorevole per ciascuno: non troverete giornalisti di grido o soloni di economia o politica all’incontro che discettano del vostro mondo e della vostra vita senza mai averle conosciute o incrociate. Loro vanno ai talk show o ai telegiornali, dove il massimo del contradditorio è un SI o un NO, un simbolo di partito contro un altro. Gli oratori chiamati a parlare (li trovate nel programma) sono persone come te e come me: vivono il tuo stesso mondo reale in questa tragica epoca di masse mandate allo sbaraglio con la propaganda e la mistica repubblicana.

L’evento è anche un’occasione per nuove conoscenze ed amicizie che io stesso ho trovato e coltivato in questi anni, con molti di quelli che saranno presenti e parleranno.

Vi lascio adesso con due aforismi il primo di un grande studioso e autore italiano Bruno Leoni, di cui consiglio il suo formidabile “La Libertà e la Legge”:

“Gli uomini liberi sono governati dalle regole, gli schiavi sono governati dagli uomini”.

E un secondo aforisma di un filosofo e poeta Libanese, Khalil Gibran.

“Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà.”
Vi aspetto, vi aspettiamo a Lugano domenica 20 novembre 2016, non mancate.

La truffa del referendum: quesiti incomprensibili e contraddittori

Mi sono preso la briga di capire qualcosa dell’ultimo gioco di prestigio messo in scena col referendum costituzionale.

Non mi sorprendo se da mesi gli autori del testo, si azzuffano in tv e al bar sport. Neppure a loro sono chiari i quesiti.

Meno sorpreso sarò dei milioni di analfabeti funzionali che si metteranno in fila al seggio.

Questa la scheda.

referendum-2016

Di intuibile (non ho scritto comprensibile) trovo soltanto :

A) “riduzione numero….” nel 2° quesito

B) “contenimento costi….” nel 3° quesito

Pugnette refendarie, niente da dire.

A) “riduzione del numero….” presenta le seguenti 3 contraddizioni e carenze:

  1. non è specificato alcun numero
  2. non è stabilità alcuna data entro la quale deve essere operativa la suddetta fittizia riduzione
  3. non è dichiarato a quanti  milioni di euro effettivi (mettiamo anche con una stima e una tolleranza ammessa del + o – 5%) di spesa pubblica corrisponderà la suddetta fittizia riduzione dei parlamentari

B) “contenimento dei costi…..”  presenta le seguenti 5 contraddizioni e carenze:

  1. la parola contenimento non ha alcun valore. Esprime l’idea che i costi delle istituzioni a cui si riferisce, verranno contenuti entro un perimetro. Il perimetro non è affatto definito, perchè è alla mercè di chi governerà. Quindi una vera truffa lessicale. Il contenimento potrà significare anche aumento, purchè contenuto nel perimetro stabilito !!!!
  2. non è specificato cosa sono i costi di funzionamento. Ora un’istituzione qualsiasi, siccome produce nulla e consuma tasse, che costi di funzionamento ha ? 95% costi del personale, suppongo. Quindi che si fa? si licenziano finalmente centinaia di migliaia di parassiti dalle loro comode sedute ? Anche qui, si evita di precisare se questi costi di funzionamento si tradurranno direttamente in una riduzione di posti di lavoro parassitario e della spesa pubblica
  3. avendo usato il termine “contenimento”, è persino giustificato il mancato uso di numeri !!!
  4. non è precisato da quando, questo contenimento avrebbe corso. Ma tanto sarebbe inutile data l’incocludenza del termine “contenimento”
  5. non sono indicate con la loro denominazione, le istituzioni a cui questo contenimento verrebbe applicato

Gli altri tre quesiti sono materia per iniziati o per ficcanaso come me, che leggono,  incrociano dati, verificano e approfondiscono.

Manca solo il domandone finale, è poi i referendum andranno direttamente in onda con Gerry Scotti e il televoto.

Non appena i vostri protettori ne ravvisino l’utilità funzionale, appunto.

Mi chiedo allora cosa ne sanno gli ovini di “bicameralismo paritario”, di CNEL e di titolo V ?

Una beata sega. Quindi tutti in fila, schedina in bocca e matita tra le zampette.

Vi ringrazio comunque. Per una volta posso risparmiarmi di dire quello che ho sempre pensato di voi: siete solo degli inutili e stupidi ovini.

Le pecore stanno bene tosate (cit.Facco) e in fila indiana (cit.Trunfio)

Alternative o Libertà

Uno dei miei contatti FB, indicando in un suo commento che la vignetta che spesso propongo è stravecchia (le pecore in fila che vanno al seggio a votare) mi ha chiesto cosa proporrei come alternativa allo stato, aggiungendo “sono pragmatica”. Come a dirmi : sii concreto. Questa è stata la mia risposta:
Chiedere ricette e alternative pronte all’uso, è il più chiaro sintomo di come lo stato abbia ridotto milioni di individui simili a pecore, che non hanno più nessun interesse a tornare libere, e scoprire che nessuna persona è uguale ad un altra, e che non ci sono alternative precostituite e impacchettate per chi ne faccia richiesta.

Chi fornisce ricette e programmi, sono i lupi vecchi e nuovi. Giocando sull’assuefazione al potere che la demokrazia ha inoculato in milioni di individui, i lupi travestiti come si conviene da umili e miti pastorelli, promettono un sistema ideale o migliore. Il loro ovviamente, coi soldi altrui.

Il Libertarismo non ha modelli ideali da offrire. Ma pragmatici, appunto.

Esso persegue un solo obiettivo: trasformare la società in una comunità dove sia rispettato in modo coerente ed assoluto, il principio di non aggressione, e dove le persone possano godere della propria totale integrità : spirituale, fisica, economica. Dove possano esprimere la propria spiritualità, corporeità, attitudine economica (lavoro, risparmio, affari, contratti, scambi volontari) in assoluta e completa libertà condizionata solo al principio di non ledere, danneggiare, limitare in alcun modo la volontà e l’integrità spirituale, fisica ed economica altrui.

Il Libertarismo è contro lo stato. Contro lo stato che ha fatto e continua a fare carneficina di Libertà, di prosperità, di sviluppo, di futuro, di speranza. Basta guardarsi intorno per constatarlo nel debito pubblico, nella tassazione da rapina, nei milioni di disoccupati, di italiani fuggiti all’estero per poter sopravvivere, milioni di pensionati senza un minimo vitale, un tessuto produttivo massacrato e ormai disintegrato per sempre, nei milioni di morti in guerre, attentati terroristici,carestie, crisi economiche e finanziarie.

Il Libertarismo propone una società senza stato, dove il “senza” parola che terrorizza le pecore, non significa la foresta dell’amazzonia e i cannibali. Lo stato non lo ha creato la natura e non esiste dalla origine del mondo. Dalle origini del mondo esistono solo e sempre le persone, le famiglie, le vere comunità. Una società senza lo stato è non solo fattibile, ma anche empiricamente confermata da milioni di anni di storia umana.

Lo stato una sola cosa non danneggia e non intacca, ma protegge e fa prosperare: generazioni di politici e peones, con le loro cupole mafiose i partiti e padrini, che continuano a tenere la scena, conservare i privilegi, esercitare la corruzione, assicurari l’impunità.

Chi chiede soluzioni e ricette preconfezionate cerca nuovi pastori e nuovi condottieri.Il mercato ve ne offre a volontà per ogni gusto, stagione, età, ceto sociale ed aspirazione. Venghino, venghino siori !!

Il Libertarismo non fornisce programmi e non offre nulla di tutto quello che la demokrazia, i partiti propongono a piene mani. Se uno chiede con animo sincero la Libertà, la prima cosa che gli è richiesta è studiare gli autori libertari di ieri e di oggi. Farsi domande uguali a quelle di sempre, cercando e trovando risposte nuove. Il Libertarismo offre questo per prima cosa.

A seguire, è richiesto di frequentare i Libertari, che non sono una elite e neppure dei marziani, ma solo persone che prima di te hanno percorso la stessa strada che adesso ti indicano. Frequentandoli non potrai che appassionarti sempre più della Libertà, la tua.

L’alternativa che quindi ricercavi, si materializzerà lentamente e in modo autonomo per te. Il libertarismo non propone un modello di società. Questo lo fanno partiti differenti nello stato che è sempre lo stesso, che essi tengono insieme.

I partiti hanno un modello e un programma per una società migliore di quella offerta dai concorrenti.

Il Libertarismo propone una società dove ciascuno possa realizzare da solo o in compagnia delle persone con cui meglio crede e che sceglie, un modello di comunità e convivenza che fanno al caso suo, e neppure necessariamente a tempo indeterminato.

gregge-elettorale

La vignetta è vero è stravecchia come mi ha scritta il caro contatto FB che mi chiedeva un programma, un’alternativa. Certo, stravecchia quanto per l’itaGlia lo è la kostituziona più bella del mondo.

Se una cerca la Libertà avendola scambiata per un programma, peggio per lui. Si accontenti del seggio dove lo indirizzano a votare la prossima volta.

Ripartire o sbaraccare…..

Liberi Comuni è un’associazione politica il cui principale obiettivo è fermare e ridurre la crescita e l’invadenza dello stato e dei suoi parassiti nella vita degli individui, delle famiglie, delle imprese, del commercio e della società in genere. Per fare questo vi è una sola condizione: rimuovere la condizione originaria che permette questo interventismo ormai giunto al culmine della sua prepotenza e pericolosità. Porre un limite invalicabile all’esercizio del potere e di legiferare che oggi non esiste per la classi politiche che si avvicendano al governo dell’Italia. Questa associazione è nata a Siena nel maggio del 2014, grazie all’impegno di Rivo Cortonesi (Liberisti Ticinesi) cittadino svizzero ma nato Senese e rimasto tale. Grazie anche alle formidabili intuizioni e al rigore di Giovanni Birindelli.
Abbiamo fatto qualche assemblea in questi 2 anni e mezzo. Ci siamo ritrovati e poi ci siamo persi, nonostante che il sottoscritto e Rivo Cortonesi abbiamo fatto registrare l’associazione presso un notaio e aperto un regolare conto corrente per poter operare in modo trasparente ed efficace.
Io personalmente mi sento quasi un reduce di una guerra mai combattuta, perchè tutti coloro che c’erano intorno, si sono defilati.
Avranno avuto buone e valide ragioni, non dubito.
Vorrei a questo punto della storia, indire un’assemblea per il prossimo autunno (fine ottobre – inizio novembre) e stabilire se ha un senso continuare, e se si con quali forze, quali risorse e quale impegno degli eventuali aderenti.
Aspetto che vi facciate avanti, io non mi tirerò indietro per nessuna ragione e di fronte ad alcun ostacolo.
Però non si può continuare a tenere in vita un fantasma. Non lo consentono i tempi che viviamo, non lo consente la coscienza e l’amore per la Libertà.
Attendo quindi prima di fissare una data, un luogo e un ordine del giorno, che si facciano avanti tutti coloro che intendono contribuire seriamente all’avvio di questo progetto, mai in realtà partito, impegnarsi anche con poco e limitatamente alle proprie possibilità.
In caso diverso, mi ritirerò in buon ordine, chiudendo il conto corrente e l’associazione, ritenendo conclusa definitivamente questa breve esperienza, e rinviando al tempo che sarà ogni velleità e desiderio di dare inizio a un corso diverso della disgraziata storia che questo nostro paese sta vivendo ormai da un tempo interminabile. Se aderite e volete collaborare, lasciate sotto un commento e esprimete quello che pensate. Un caro saluto a tutti voi.

Unione europea, patriottismo e collettivismo (Giovanni Birindelli)

Il titolo de La Stampa è il seguente: «Junker attacca Johnson e Farage: “non sono patrioti, hanno abbandonato la nave”».

Il riconoscimento che la nave-Europa stia affondando, sebbene tardivo, è benvenuto, anche se i burocrati europei sono molto lontani dal riconoscere le cause del naufragio. Quella nave sta affondando, in ultima analisi, per la stessa ragione per cui è affondata la nave-Unione Sovietica: il centralismo, l’uso della conoscenza centralizzata di chi di detiene il potere politico al posto di quella periferica dispersa capillarmente fra gli attori del sistema economico (individui e imprese).

Le ragioni per cui l’uso della conoscenza centralizzata porta necessariamente la nave ad affondare, mentre l’uso della conoscenza periferica consente agli attori del sistema economico di raggiungere porti fino ad ora inesplorati, sono diverse e sono state discusse da Hayek nel suo famoso articolo The Use of Knowledge in Society[1]. Nel loro insieme, queste ragioni sono quelle per cui un’economia di mercato è economicamente superiore a un’economia di comando (o socialista), per esempio alla cosiddetta “economia sociale di mercato” dell’Unione Europea.

Fra queste ragioni c’è il fatto che la conoscenza centralizzata è quantitativamente molto minore rispetto a quella periferica, qualitativamente molto peggiore (non è conoscenza di tempo e di luogo) e l’uso che ne viene fatto non è responsabile, nel senso che, a differenza di quello che accade nel libero mercato, il burocrate che fa una scelta (per esempio a favore di determinate “politiche”) non subisce le conseguenze di quella scelta. Dato che il valore economico dipende dalla possibilità che le persone hanno di scegliere liberamente e responsabilmente fra diverse alternative, l’economia collettivista distrugge necessariamente valore mentre l’economia di mercato lo crea.

In altre parole, la nave-Unione Europea deve necessariamente affondare perché è una nave collettivista. In essa, cioè, gli individui non sono liberi di agire responsabilmente in base ai loro fini individuali, rispetto all’importanza dei quali (per esempio) essi sono gli unici ad avere la conoscenza rilevante. Al contrario, essi sono sempre più costretti ad agire in funzione di una gerarchia unitaria di fini[2] stabilita arbitrariamente da burocrati irresponsabili. Questa è, in ultima istanza, la ragione per cui l’Unione Sovietica è fallita ed è la ragione per cui l’Unione Europea sta fallendo.

Ora, non è che il Regno Unito non sia un paese collettivista (l’esistenza stessa di tasse, del welfare, di corso forzoso del denaro, della banca centrale, di “politiche” di governo, di “leggi” positive, ecc.) implica un sistema sociale ed economico collettivista. Tuttavia, quanto minori sono le dimensioni dello stato (e quindi quanto maggiore è la competizione fra stati), tanto minore è il danno massimo potenziale del collettivismo. Anche se, a mio parere, il problema centrale da risolvere per arrivare a una società libera è prospera è quello dell’idea astratta di legge (da strumento di potere politico arbitrario a limite non arbitrario a ogni potere coercitivo), la progressiva frantumazione degli stati contribuisce necessariamente a creare prosperità allo stesso modo in cui la continua centralizzazione crea necessariamente miseria nel lungo periodo.

All’indomani dell’esito del referendum in Gran Bretagna, il presidente della Commissione Europea Claude Junker ha affermato che coloro che hanno portato a termine con successo il progetto Brexit «non sono patrioti». Essendo un collettivista (e quindi un totalitario), Junker ha inteso questa come un’offesa, mentre da una prospettiva della prosperità, si tratta di un complimento. Non essere patrioti vuol dire infatti rifiutare il fine collettivo imposto dall’autorità irresponsabile per ridare la possibilità alle persone e alle imprese di scegliere in base alla propria gerarchia di fini e subendo le conseguenze delle loro scelte. Quindi, per quello che abbiamo detto, significa scegliere la prosperità al posto della miseria, e la libertà al posto della schiavitù.

Di nuovo, perché la Gran Bretagna (o perfino l’Inghilterra) diventi una società libera (e quindi non collettivista) ce ne è di acqua che deve passare sotto i ponti. Tuttavia questo (sebbene non tocchi il cuore del problema: l’idea filosofica di legge) è un primo passo nella giusta direzione. Ed è un passo che i collettivisti attaccano di default con l’argomento utilizzato da Juncker. Karl Popper ricorda che questo argomento, che è stato utilizzato da tutti i regimi totalitari, ha un’origine platonica («Platone afferma che, se non si possono sacrificare i propri interessi per amore del tutto, allora si è egoisti»[3] o, in questo caso, “non patrioti”) e che «dura tutt’ora»[4]. Popper scriveva nel 1945. Da allora, a quanto pare, negli argomenti contro chi si oppone al collettivismo, non molto è cambiato. D’altro canto, visto che il collettivismo da allora ha fatto ulteriori passi da gigante (anche e soprattutto fra molti sedicenti sostenitori del libero mercato), perché avrebbe dovuto?

 

NOTE

[1] Hayek, F. A., 1945, “The Use of Knowledge in Society”, in The American Economic Review n. 35, pp. 519-530

[2] Il termine è di Hayek.

[3]Popper, K., 2003[1945], La società aperta e i suoi nemici (Armando Editore, Roma), p. 133.

[4]Popper, K., 2003[1945], La società aperta e i suoi nemici (Armando Editore, Roma), p. 134.

BREXIT & CREPIT

Il copione del pre-referendum e anche del post referendum, nella duplice versione BREXIT or NOT, era già scritto. Già prima del 2013, anno in cui Cameron e non per gli effetti di una rivelazione divina avuta in sogno, decise che era arrivato il tempo di chiudere definitivamente la questione EU yes or EU not, che diciamolo pure è sempre stata una questione open dall’inizio. Non è un caso che gli inglesi non sono mai entrati nell’euro.

Brexit

Egli sperava che Nigel Farage e il suo agguerrito partito l’UKIP, con il crescente consenso non avrebbero fatto in tempo a prevalere. Questo calcolo si è rivelato errato e in poco più di due anni Farage e soci sono riusciti a far prevalere la loro parte. L’europa con le sue politiche dissennate è stata alleata di Farage. L’europa dello sfacelo economico, dell’immigrazione di massa, della pianificazione esasperata della vita di 350 milioni di individui, cosi diversi per storia, tradizioni, cultura, bisogni, aspirazioni, ecc…

Il copione del pre-referendum è già acqua passata. Ora siamo tutti bombardati da quello post referendario, nella versione ovviamente contestuale, in cui ha vinto la volontà della maggioranza degli inglesi di lasciare l’UE.

Non sto qui a tediarvi con i contenuti mediatici in corso sulla propaganda di massa. TG, speciali, talkeshowe, dossier, interviste ad esperti, tavole rotonde, dibattiti e faccia a faccia, non escludo neppure qualche lacrimevole episodio sul tema BREXIT nelle trasmissioni della De Filippi, sono tutti a tiro di telecomando. La propaganda è scontata anche se è talmente miserevole e priva di argomenti logici e razionali, che fa rabbia osservare lo sforzo di ammansire, distrarre, intontire così tante persone che invece potrebbero essere informate con un minino di realtà. Lo sforzo di propaganda è proporzionale alla paura e al terrore che la situazione stia definitivamente sfuggendo di mano alle oligarchie UE e degli stati nazionali. Buon segno.

Gli stati, lo stesso superstato Europeo sono costruzioni fittizie. Come fittizia e priva di fondamento è l’autorità politica. Si dimostra infatti che le elezioni e il suffraggio elettorale non sono altro che costruzioni fittizie per tenere in piedi un castello di carta. Una bugia non è la migliore base per sostenere una frode.

Il bello è che i demokratici di professione, quelli alla renzyes, quelli del mesozoiko alla napolitano, alla phrodi, alla merkel, alla hollande e via discorrendo, sono tutti a stracciarsi le vesti e a dire ogni male di chi ha vinto in UK e dell’idea che ha avuto la meglio. A questi demokratici vorrei ricordare che il presunto principio divino a cui ispirano le loro eroiche gesta di parassiti, cioè quello della “volontà della maggioranza”, produce esattamente che le cose possano andare diversamente da come ci avrebbe fatto piacere. E non si capisce quindi perchè la maggioranza affermerebbe delle cose giuste, e la minoranza no. Ma in certi casi, dipende. E perchè allora il 48% dovrebbe adattarsi a una decisione ingiusta del 52% ? non è una violenza inaccettabile ? lo prevede la vostra demokrazia questo, risolvete se vi riesce la contraddizione. Ma loro non risolvono contraddizioni, non sono attrezzati. Loro lavorano sempre perchè il loro 48% di oggi, diventi il 50,000000001 di domani.

La volontà della maggioranza, è tutto fuorchè un principio. Una geniale trovata tutt’altro che di origine divina, che la statistica elementare smaschererebbe in un battibaleno: una vera e propria frode.

L’affermarsi ora dell’una ora dell’altra parte politica, in qualsiasi questione, dalla più piccola alla più grande, è una frode e produce quello che le frodi producono : vittime, perdite, danni, separazioni, liti, rancori, odi, sete di rivincita.

Sarebbe invece naturale e possibile, se non ci fossero lo stato nazionale (in questo caso l’Inghilterra), la demokrazia parlamentare, le minchiate dei referendum, avere un 52% di Inglesi che stanno fuori dalle regole e dalla pianificazione UE, il 48% che continua a pagare e adeguarsi ai dettami di quelli che considera i propri paladini e la propria conventicola.

Quindi ho accolto con favore il risultato dell’uscita dell’Inghilterra dalla UE, solo perchè è ricusata definitivamente l’idea del superstato come di quell’organismo dell’ordine soprannaturale, che provvede e sopperisce dove gli stati nazionali difettano o hanno manifestamente fallito. Che è già questa una contraddizione di termini. Se tu hai una piccola società che non funziona o ha problemi, non è certo mettendosi insieme ad altri sgangherati operatori del tuo settore e facendo una fusione di massa, che tutto d’un tratto le cose cambiano come per magia. Ma si sa nella politica e nella vita sociale, la ragione è morta e prevale la superstizione e la propaganda. E quindi al previsto fallimento degli stati nazionali si è provveduto con il superstato.

Spero che a seguito dell’uscita di UK, si muovano altri paesi per chiedere la separazione da questa combriccola di briganti che ha rovinato un’intera area economica del mondo, trasformandola in un approdo per milioni di aspiranti parassiti, e desertificando intere nazioni come l’italia, la spagna, la grecia, la francia.

E spero altresi che questo processo naturale, che vede il formarsi di comunità sempre più piccole o comunque territorialmente più omogenee, aiuti l’affermazione delle libertà individuali, della libera iniziativa, e lo sfacelo definitivo del collettivismo dilagante.

Non faccio previsioni sul dopo BREXIT. Ne per UK, ne per la UE, ne per l’universo mondo. Non le faccio perchè è impossibile farle in un contesto in cui la realtà è continuamente manipolata dalle decisioni di una mariuolo alla draghi e della sua combriccola di Francoforte, dalla incessante attività di pianificazione e produzione legislativa della commissione europea, dei parlamenti nazionali e regionali, fino alle stupidaggini comunali alla sala della madunina che fa tanto tinello, o all’appendino della Mole che fa tanto guardaroba. In questo contesto animato da armate di truffatori di professione, illusionisti di palazzo, le previsioni le fanno i coglioni di ogni livello e genere che sproloquiano dall’altro ieri sera su tutti gli schermi taGliani, da tutte le radio24 alla barisoni (che non per niente fa rima con marroni). Ma sappiamo che non si tratta di previsioni, ma di divinazioni, in tutto e per tutto simili a quelle degli stregoni e delle fattucchiere. Il mio più caloroso AFFANKULO, a tutta questa banda di miserabili. Ai lampioni da addobbare ci penseranno presto altri.

Niente previsioni da parte mia dunque, ma solo qualche dato. Dicono più di tutti i numeri. Io ho tratto le mie previsioni guardando questi numeri, voi non so. E il pre o post referendum inglese, è solo una quisquilia. Caso mai, usate il telecomando, anche adesso che sono le 16.30 di sabato, qualche coglione che alla tele o per radio sproloquia come piace a voi, sul disastro dell’uscita dell’Inghilterra dalla UE, lo trovate di certo.

TASSE BIS

Comunque agli inglesi il Brexit. Ai taGliani il CREPIT.

La liturgia elettorale…

Il libertario è intellettualmente solo per definizione. Mentre quasi tutti vedono nella democrazia l’opposto della tirannia, lui vede in essa lo strumento più letale di tirannia. Mentre quasi tutti vedono nello stato la soluzione ai problemi economici, egli vede in esso la loro origine.

Non è, si badi bene, una questione di opinioni diverse. La posizione del libertario e quella degli “altri” non stanno sullo stesso piano. Non hanno pari dignità. Il libertario applica la logica, gli “altri” no. La posizione del libertario è scientifica, quella degli “altri” (anche quando si definiscono “scienziati sociali”) è una superstizione.

Le interpretazioni del pensiero libertario sono molte, ma i paradigmi di quel pensiero sono sempre e solo due, uno etico l’altro economico: il principio di non aggressione e la teoria soggettiva del valore. Applicando la logica a questi due paradigmi si arriva a una teoria della giustizia e a una teoria economica. Per rifiutare queste teorie occorre rifiutare il principio di non aggressione e la teoria soggettiva del valore (e occorre rifiutarli insieme). Nessuno al mondo è mai riuscito a farlo. Nella storia del pensiero sociale non esiste una sola persona che abbia retto il confronto con un libertario.

Le elezioni sono la celebrazione della vittoria della superstizione sulla scienza, della tirannia sulla libertà, del declino economico inconsapevole sulla prosperità concreta e reale. Esse sono la celebrazione della solitudine intellettuale del libertario. Il trionfo del male sul bene, della collettività sull’individuo
(Giovanni Birindelli 20.6.2016)

gregge-elettorale

I bimbi crescono . . . . , la democrazia ci prova

Lungo lo stivale taGliano si stanno diffondendo senza troppo clamore esperimenti di democrazia con i bambini delle elementari.  In che cosa consistono questi esperimenti ?

Intanto il termine “esperimento”, usato dagli ideatori di queste inqualificabili trovate, non è casuale. Esso suscita infatti un’emozione positiva, essendo fortemente connesso all’idea di scienza, invenzione, innovazione, progresso.

I consigli comunali riuniscono i bimbi secondo un programma prestabilito (2 o più volte l’anno) nell’aula consiliare e insegnano loro ad eleggere una giunta, a definire delle proposte per sottoporle all’attenzione del consiglio comunale effettivo, quello degli adulti. Ai minori per il momento sono evitate le lezioni di Corruzione & Tangentistica che invece vengono riservate dirattamente dalle segreterie di partito con appositi master solo a maggiorenni consenzienti.

Ma torniamo ai bimbi e al supplemento comunale di lavaggio del cervello che si somma a quello già effettuato dalla scuola pubblica.

MADRASSA

Se leggete qui e là, le dichiarazioni, le declamazioni, i proclami degli assessori (quasi sempre alla Cultura, o all’Istruzione) sull’argomento, rimarrete sbigottiti della vomitevole retorica utilizzata. Riporto una delle più recenti dichiarazioni che ho trovato sull’argomento :

L’obiettivo specifico di questa iniziativa è di sensibilizzare gli studenti affinché acquisiscano competenze riguardanti l’esercizio della democrazia e della partecipazione attiva ai vari ambiti della vita cittadina –ha spiegato l’assessore- Il percorso comporterà impegni e responsabilità reciproche, ma ritengo che concorrerà a costruire una relazione efficace e positiva di grande valore civico ed educativo.

L’autore della filastrocca è l’assessore all’Istruzione del comune di Cernusco Sul Naviglio, tale Rita Zecchini. Non la conosco, sarà una persona bravissima, onestissima, con inestinguibili desideri umanitari. Gli difetta di sicuro una cosa sola, che la accomuna alle orde della partitokrazia nazionale : agire in nome e per conto proprio, col portafogli di terzi. La solita inqualificabile collettivista kattokomunista, o solo Komunista.

Vi invito ad analizzare con quale sicumera si richiami nella dichiarazione, l’esercizio di… (caratteri in rosso), e poi impegni, responsabilità….

Non vi è alcun esercizio nella demokrazia, salvo quelli di belare e brucare tutta la vita, e di tanto in tanto a comando o ad orologeria andare a votare dei parassiti alla Zecchini o alla renzye.

Quanto all’impegno immagino quanto intenso esso debba essere; peccato che sia profuso a spese di ignari o ignoti cittadini.

La responsabilità dei parassiti della politica corrisponde mediamente a :

  1. proporre riforme e programmi per azzerare quello che hanno fatto i precedenti amministratori
  2. sedersi sugli scranni e usare i soldi pubblici per accontentare la propria parte politica e sperabilmente essere rieletti
  3. lasciare lo scranno della giunta per quello dell’opposizione, o tornare finalmente a casa a fare la casalinga o il bottegaio.

Sul’aggettivo civico mi rendo conto che in effetti queste invereconde iniziative vogliono formare cittadini della demokrazia, ovini che votino e paghino in silenzio. Quindi wiwa il senso civico. Sull’educazione dico soltanto che ho figli grandi per fortuna e non sono parte lesa, se non per la quota parte che paghiamo tutti per queste formidabili trovate da parassiti, ma vi assicuro che al posto dei genitori che oggi tacitamente o bonariamente lasciano intontire i loro figli con queste stupidaggini, chiederei subito l’astensione dei miei figli da queste scandalose rappresentazioni ludiche, e caso mai non bastasse, non esiterei un solo secondo a coprire di sputi e schiaffoni questi malfattori senza vergogna, travestiti da missionari del bene komune.

Per concludere, non sottovaluto affatto queste iniziative, simili a quelle della GdF e dell’Agenzia delle Entrate che vanno nelle scuole elementari e medie a presentare il “Fisco per amico”.

Non sottovaluto ma traggo due riflessioni :

  1. Queste iniziative sono il chiaro segnale che le mura del fortino si stanno sbriciolando sotto gli effetti del tempo, della storia e del progresso sociale che avanza, nonostante tutto. Di fronte a quest’inarrestabile declino e fallimento dei sistemi democratici, i beneficiari e i miracolati di questa religione moderna rafforzano le difese, e quale migliore strumento dell’indottrinamento delle nuove generazioni adesso che le generazioni adulte hanno scoperto la truffa ?
  2. Queste iniziative ci indicano che la crescita, la diffusione, la violenza che il sistema di difesa degli apparati statalisti sta scatenando, armando e organizzando, renderanno ancora più dura la lotta per la Libertà, ancora più temibili le conseguenze del permanere del potere nelle mani di una casta di boiardi e parassiti senza eguali.

Ho sempre detto che questo non è più un paese normale, forse non lo è mai stato. E’ una cloaca a cielo aperto, dove galleggiano solo le deiezioni che il sistema demokratico sa emettere con regolata frequenza e intensità.

Tuttavia devo correggermi : con i consigli comunali per bimbi e le lezioni del “fisco per amico”, questa non è una cloaca, ma un paese islamico, con le sue madrasse distribuite su tutto il territorio nazionale, e le università di queste madrasse concentrate nelle redazioni dei media.

Si si, no no.

Sottoscrivo l’analisi dell’amico Giovanni Birindelli che sotto riporto e consiglio di leggere per intero.
Da cristiano non sopravvaluto il papa quando parla di Economia, perchè non parla di dottrina o vangelo. Parla secondo la sua personale visione delle cose, e credo anche secondo la visione miope e spesso contraddittoria di tanta parte del clero e dei laici.
Mi dissocio e rimango da sempre amareggiato nel constatare come, sebbene sia gigantesca la violenza esercitata dallo stato sui contratti, ed enorme il danno provocato dalla rapina effettuata sui contratti con la tassazione, nessuna voce, nessuna condanna si levino mai da parte di papi,clero e laici.
Mi consola sapere che nella tradizione della Chiesa, e nel Vangelo in particolare è chiaramente indicata la distinzione tra Bene e male, tra schiavitù e Libertà, violenza e non violenza. Chi ha orecchi per intendere, intenda.

GIOVANNI BIRINDELLI, 17.4.2016

(Pubblicazione originale: Catallaxy Institute)

Bergoglio: “penso alla situazione precaria dei lavoratori italiani dei call center: auspico che su tutto prevalga sempre la dignità della persona umana e non gli interessi particolari”

Nei rapporti di lavoro viene rispettata la dignità di una persona solo nei limiti cui viene rispettata la libertà contrattuale. Per quanto una persona possa ritenere insoddisfacenti le proprie particolari condizioni di lavoro, la sua dignità non sarà minimamente lesa se essa ha accettato quelle condizioni volontariamente, se è libera di interrompere il lavoro in ogni momento e se nella definizione di quelle condizioni non c’è stata alcuna forma di aggressione o di intruzione coercitiva.

I contratti sono funzionali allo scambio economico. Lo scambio economico è funzionale agli interessi particolari delle parti contrattuali: esso non avverrebbe se entrambe le parti non ritenessero di migliorare, grazie allo scambio volontario, la loro condizione. Quindi il trade-off fra dignità della persona e interessi particolari suggerito da Bergoglio è privo di senso, come del resto lo sono tutte le esternazioni ‘economiche’ di questo soggetto.

È vero che i lavoratori italiani dei call center, così come tutti gli altri lavoratori e soprattutto i loro datori di lavoro, vedono calpestata ogni giorno la loro dignità. Questo avviene a causa del fatto che il potere politico viola sistematicamente la libertà contrattuale delle persone. Fra i rapporti di lavoro ‘regolarizzati’ non credo che oggi ne esista nemmeno uno in Italia in cui sia rispettata la dignità della persona, cioè la libertà contrattuale.

Come tutti coloro che confondono la dignità della persona con particolari vantaggi nelle condizioni di lavoro ottenuti coercitivamente da (o per) alcuni a scapito di altri, Bergoglio lavora attivamente ogni giorno affinché sia umiliata sempre più la dignità dell’individuo.