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COMUNICATO n° 12

COMUNICATO N. 12 Liberi Comuni

Le ragioni intellettuali per il tentativo di rilancio del partito dei Liberi Comuni

In questi giorni, discutendo animatamente con alcuni amici su quali fossero i modi migliori per l’affermazione degli ideali libertari, mi sono ritrovato a citare alcune frasi del libro edito dalla Leonardo Facco Editore a titolo “Contro lo Stato democratico, come superare la follia e la decadenza morale ed economica”, nel quale viene citata la strategia suggerita da Hans-Hermann Hoppe.
Per cambiare, per riporre i diritti di proprietà al centro della convivenza civile, è necessaria una rivoluzione dal basso verso l’alto, illustrata in modo molto chiaro da pagina 94 a pagina 98 del libro:

«La strategia è per una rivoluzione dal basso verso l’alto avendo il pregio di intaccare il monopolio territoriale dello Stato, consentendo una riappropriazione sulla e della res publica da parte delle comunità residenti. Al fine di operare la privatizzazione della proprietà pubblica locale è necessario procedere, in primo luogo, a una battaglia culturale divulgativa, al fine di creare una sensibilità e un consenso locale generalizzato attorno all’importanza dei diritti naturali e ai temi dell’autogoverno e dell’autodeterminazione in opposizione alla visione centralista, democratica e statalista. In secondo luogo è necessario un contenitore politico in grado di incarnare e soddisfare tale domanda in ambito elettorale partecipando alle elezioni amministrative (come uso del mezzo democratico a scopo difensivo e la conquista del consenso territoriale) con un programma politico antidemocratico, anti-egualitario, e a favore dei ceti produttivi di libero mercato, dunque nettamente in antitesi con lo statalismo, espressione della liberal-social-democrazia. L’obiettivo primario, in caso di vittoria alle urne, è quello di poter operare una privatizzazione (de-socializzazione) dei beni pubblici nelle piccole realtà comunali, restituendo i titoli di proprietà (in quote azionarie) su tali beni e servizi ai loro legittimi proprietari: i contribuenti, che con le precedenti imposte versate li hanno finanziati»

Dunque la soluzione suggerita da Hoppe si fonda su un binomio fondamentale: da un lato una battaglia culturale divulgativa, che non può in alcun modo contaminarsi con compromessi intellettuali inaccettabili e che, aggiungo io, deve includere anche una critica serrata all’attuale dottrina sociale della Chiesa; dall’altro lato la presenza di un partito, nel quale i cittadini possano riconoscersi per la riconquista delle loro proprietà territoriali locali (comunali).

Queste ragioni legittimano un’unione d’intenti tra i libertari impegnati nella divulgazione, senza compromessi di sorta, delle nostre idea di libertà e chi si impegnerà nei Liberi Comuni per ottemperare al dovere morale di dar seguito in modo completo alla “strategia di Hoppe”.

Discorso sulla servitù volontaria….
Quello che colpisce del brano e dell’autore sono alcune cose:
del brano, la viva attualità e la disarmante descrizione dei servi e dei tiranni;
dell’autore, la brevissima vita e la capacità a soli 22 anni di scrivere 30 pagine talmente profonde e vere, da diventare memorabili ed arrivare sino a giorni nostri
estratto da “Discorso sulla servitù volontaria
attribuito a Etienne de la Boétie (Sarlat, 1º novembre 1530Germignan, 18 agosto 1563)
…..Per ora vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e città, tante nazioni a volte sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato e non potrebbe far male ad alcuno, se non nel caso che si preferisca sopportarlo anziché contraddirlo. E’ un fatto davvero sorprendente e nello stesso tempo comune, tanto che c’è più da dolersene che da meravigliarsene, vedere milioni e milioni di uomini asserviti come miserabili, messi a testa bassa sotto ad un giogo vergognoso non per costrizione di forza maggiore ma perché sembra siano affascinati e quasi stregati dal solo nome di uno di fronte al quale non dovrebbero né temerne la forza, dato che si tratta appunto di una persona sola, né amarne le qualità poiché si comporta verso di loro in modo del tutto inumano e selvaggio……
…..Ma, buon Dio, che faccenda è mai questa? Come spiegarla? Quale disgrazia, quale vizio, quale disgraziato vizio fa sì che dobbiamo vedere un’infinità di uomini non solo ubbidire ma servire, non essere governati ma tiranneggiati a tal punto che non possiedono più né beni, né figli, né genitori e neppure la propria vita….
Ma in tutti i vizi ci sono dei limiti oltre i quali non si può andare; due uomini, ammettiamo anche dieci, possono aver paura di uno. Ma se mille persone, che dico, mille città non si difendono da uno solo questa non è viltà, non si può essere vigliacchi fino a questo punto, così come aver coraggio non significa che un uomo si debba metter da solo a scalare una fortezza, attaccare un’armata, conquistare un regno! Che razza di vizio è allora questo se non merita neppure il nome di viltà, se non si riesce a qualificarlo con termini sufficientemente spregevoli, se la natura stessa lo disapprova e il linguaggio rifiuta di nominarlo?
…..Povera gente insensata, popoli ostinati nel male e ciechi nei confronti del vostro bene! Vi lasciate portar via sotto gli occhi tutti i vostri migliori guadagni, permettete che saccheggino i vostri campi, rubino nelle vostre case spogliandole dei vecchi mobili paterni. Vivete in condizione da non poter più vantarvi di tenere una cosa che sia vostra; e vi sembrerebbe addirittura di ricevere un gran favore se vi si lasciasse la metà dei vostri beni, delle vostre famiglie, della vostra stessa vita. E tutti questi danni, queste sventure, questa rovina vi vengono non da molti nemici ma da uno solo, da colui che voi stessi avete reso tanto…
…. Siate dunque decisi a non servire mai più e sarete liberi. Non voglio che scacciate il tiranno e lo buttiate giù dal trono; basta che non lo sosteniate più e lo vedrete crollare a terra per il peso e andare in frantumi come un colosso a cui sia stato tolto il basamento…
…. Infine per quanto riguarda colui che ha ricevuto il potere dal popolo, mi sembra che dovrebbe essere più sopportabile e credo lo sarebbe se non fosse per il fatto che una volta vistosi innalzato sopra tutti gli altri, gonfiato da un sentimento che non saprei definire ma che tutti chiamano senso di grandezza, decide di non scenderne più….
…. Così, a dir la verità, vedo che tra i vari tipi di tirannide vi è qualche differenza ma non noto che vi sia la possibilità di una scelta, poiché pur essendo diverse le vie per arrivare al potere il modo di regnare è sempre più o meno lo stesso. Coloro che sono eletti dal popolo lo trattano come un toro da domare; chi ha conquistato il regno pensa di avere su di lui il diritto di preda; chi infine lo ha ereditato considera i sudditi come suoi schiavi naturali….
INTERLIBERTARIANS 2016, Lugano

INTERLIBERTARIANS 2016, Lugano palazzo dei Congressi.

Domenica 20 novembre, a Lugano la 5° edizione di Interlibertarians 2016. L’evento (escluso il 2015) si ripete dal 2011.

Il tema 2016 è “RESIST THE STATE”. Il programma della giornata, nell’incantevole cornice di Lugano (CH) e del suo Lago, lo trovate al link sotto riportato.
interlibertarians-2016

http://www.interlibertarians.org/

COME ISCRIVERSI E PARTECIPARE

A questo link trovate il modulo per la partecipazione, che è gratuita. Iscrivetevi per l’assegnazione preventiva di un posto nella sala del palazzo congressi. Sul modulo potete usufruire delle opzioni a pagamento per Hotel, pranzo, parking.

Detto questo aggiungo qualche pensiero sul tema e sull’evento, per sponsorizzarlo e invitare tutti a partecipare.

PERCHE’ PARTECIPARE

Questo blog costituisce un piccolo formidabile esempio di quante persone non intendono gettare all’ammasso il cervello. Da parte dei lettori riceviamo commenti critici, alcuni talvolta irriverenti o di contrapposizione e perfino di scherno. Questo è il segno che qui pulsa vita, idee, speranze, desiderio di Libertà e rinascita.

La società di persone che lavorano o un lavoro lo cercano, che lottano e sperano senza protezioni e protettori, il cui futuro dipende soltanto dalle loro azioni, consapevolezza, decisioni, portafoglio, sono ancora tante.

Tutte tanto rapinate dal fisco quanto inascoltate, snobbate e derise dalle schiere oligarchiche dei miserabili parassiti di partito e di apparato e dai cortigiani del loro regno. Schiere oligarchiche variopinte e solo apparentemente diverse, ma tutte indistintamente costituite da impresentabili brontosauri del mesozoico che per salvare la baracca dallo sfacelo definitivo, hanno mandato avanti giovani patacca dell’ultima ora e fanciulle avvenenti dall’aria di consumate statiste!

VANTAGGI DI PARTECIPARE

Partecipare a Intelibertarians 2016, non è una perdita di tempo, come potrebbe sembrare. La Libertà non nasce dalle rivoluzioni armate. Le rivoluzioni armate sostituiscono un tiranno con un altro.

La Libertà è un processo il cui primo passo è la consapevolezza. Per i tiranni di ogni epoca, il miglior schiavo è quello che ignora la sua stessa condizione, non vede le catene che porta, e se le vede le considera il giusto pegno da pagare al carnefice, o le attribuisce a figure mitologiche che lo stesso carnefice crea ad arte per distrarre l’attenzione delle sue vittime.

Quindi venire a Interlibertarians, è il primo passo per chiunque, nel processo di conquista individuale, familiare, comunitario, della Libertà.

Il contesto dell’incontro è stato nel passato e sarà anche quest’anno accogliente e favorevole per ciascuno: non troverete giornalisti di grido o soloni di economia o politica all’incontro che discettano del vostro mondo e della vostra vita senza mai averle conosciute o incrociate. Loro vanno ai talk show o ai telegiornali, dove il massimo del contradditorio è un SI o un NO, un simbolo di partito contro un altro. Gli oratori chiamati a parlare (li trovate nel programma) sono persone come te e come me: vivono il tuo stesso mondo reale in questa tragica epoca di masse mandate allo sbaraglio con la propaganda e la mistica repubblicana.

L’evento è anche un’occasione per nuove conoscenze ed amicizie che io stesso ho trovato e coltivato in questi anni, con molti di quelli che saranno presenti e parleranno.

Vi lascio adesso con due aforismi il primo di un grande studioso e autore italiano Bruno Leoni, di cui consiglio il suo formidabile “La Libertà e la Legge”:

“Gli uomini liberi sono governati dalle regole, gli schiavi sono governati dagli uomini”.

E un secondo aforisma di un filosofo e poeta Libanese, Khalil Gibran.

“Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà.”
Vi aspetto, vi aspettiamo a Lugano domenica 20 novembre 2016, non mancate.

La truffa del referendum: quesiti incomprensibili e contraddittori

Mi sono preso la briga di capire qualcosa dell’ultimo gioco di prestigio messo in scena col referendum costituzionale.

Non mi sorprendo se da mesi gli autori del testo, si azzuffano in tv e al bar sport. Neppure a loro sono chiari i quesiti.

Meno sorpreso sarò dei milioni di analfabeti funzionali che si metteranno in fila al seggio.

Questa la scheda.

referendum-2016

Di intuibile (non ho scritto comprensibile) trovo soltanto :

A) “riduzione numero….” nel 2° quesito

B) “contenimento costi….” nel 3° quesito

Pugnette refendarie, niente da dire.

A) “riduzione del numero….” presenta le seguenti 3 contraddizioni e carenze:

  1. non è specificato alcun numero
  2. non è stabilità alcuna data entro la quale deve essere operativa la suddetta fittizia riduzione
  3. non è dichiarato a quanti  milioni di euro effettivi (mettiamo anche con una stima e una tolleranza ammessa del + o – 5%) di spesa pubblica corrisponderà la suddetta fittizia riduzione dei parlamentari

B) “contenimento dei costi…..”  presenta le seguenti 5 contraddizioni e carenze:

  1. la parola contenimento non ha alcun valore. Esprime l’idea che i costi delle istituzioni a cui si riferisce, verranno contenuti entro un perimetro. Il perimetro non è affatto definito, perchè è alla mercè di chi governerà. Quindi una vera truffa lessicale. Il contenimento potrà significare anche aumento, purchè contenuto nel perimetro stabilito !!!!
  2. non è specificato cosa sono i costi di funzionamento. Ora un’istituzione qualsiasi, siccome produce nulla e consuma tasse, che costi di funzionamento ha ? 95% costi del personale, suppongo. Quindi che si fa? si licenziano finalmente centinaia di migliaia di parassiti dalle loro comode sedute ? Anche qui, si evita di precisare se questi costi di funzionamento si tradurranno direttamente in una riduzione di posti di lavoro parassitario e della spesa pubblica
  3. avendo usato il termine “contenimento”, è persino giustificato il mancato uso di numeri !!!
  4. non è precisato da quando, questo contenimento avrebbe corso. Ma tanto sarebbe inutile data l’incocludenza del termine “contenimento”
  5. non sono indicate con la loro denominazione, le istituzioni a cui questo contenimento verrebbe applicato

Gli altri tre quesiti sono materia per iniziati o per ficcanaso come me, che leggono,  incrociano dati, verificano e approfondiscono.

Manca solo il domandone finale, è poi i referendum andranno direttamente in onda con Gerry Scotti e il televoto.

Non appena i vostri protettori ne ravvisino l’utilità funzionale, appunto.

Mi chiedo allora cosa ne sanno gli ovini di “bicameralismo paritario”, di CNEL e di titolo V ?

Una beata sega. Quindi tutti in fila, schedina in bocca e matita tra le zampette.

Vi ringrazio comunque. Per una volta posso risparmiarmi di dire quello che ho sempre pensato di voi: siete solo degli inutili e stupidi ovini.

Le pecore stanno bene tosate (cit.Facco) e in fila indiana (cit.Trunfio)

Ripartire o sbaraccare…..

Liberi Comuni è un’associazione politica il cui principale obiettivo è fermare e ridurre la crescita e l’invadenza dello stato e dei suoi parassiti nella vita degli individui, delle famiglie, delle imprese, del commercio e della società in genere. Per fare questo vi è una sola condizione: rimuovere la condizione originaria che permette questo interventismo ormai giunto al culmine della sua prepotenza e pericolosità. Porre un limite invalicabile all’esercizio del potere e di legiferare che oggi non esiste per la classi politiche che si avvicendano al governo dell’Italia. Questa associazione è nata a Siena nel maggio del 2014, grazie all’impegno di Rivo Cortonesi (Liberisti Ticinesi) cittadino svizzero ma nato Senese e rimasto tale. Grazie anche alle formidabili intuizioni e al rigore di Giovanni Birindelli.
Abbiamo fatto qualche assemblea in questi 2 anni e mezzo. Ci siamo ritrovati e poi ci siamo persi, nonostante che il sottoscritto e Rivo Cortonesi abbiamo fatto registrare l’associazione presso un notaio e aperto un regolare conto corrente per poter operare in modo trasparente ed efficace.
Io personalmente mi sento quasi un reduce di una guerra mai combattuta, perchè tutti coloro che c’erano intorno, si sono defilati.
Avranno avuto buone e valide ragioni, non dubito.
Vorrei a questo punto della storia, indire un’assemblea per il prossimo autunno (fine ottobre – inizio novembre) e stabilire se ha un senso continuare, e se si con quali forze, quali risorse e quale impegno degli eventuali aderenti.
Aspetto che vi facciate avanti, io non mi tirerò indietro per nessuna ragione e di fronte ad alcun ostacolo.
Però non si può continuare a tenere in vita un fantasma. Non lo consentono i tempi che viviamo, non lo consente la coscienza e l’amore per la Libertà.
Attendo quindi prima di fissare una data, un luogo e un ordine del giorno, che si facciano avanti tutti coloro che intendono contribuire seriamente all’avvio di questo progetto, mai in realtà partito, impegnarsi anche con poco e limitatamente alle proprie possibilità.
In caso diverso, mi ritirerò in buon ordine, chiudendo il conto corrente e l’associazione, ritenendo conclusa definitivamente questa breve esperienza, e rinviando al tempo che sarà ogni velleità e desiderio di dare inizio a un corso diverso della disgraziata storia che questo nostro paese sta vivendo ormai da un tempo interminabile. Se aderite e volete collaborare, lasciate sotto un commento e esprimete quello che pensate. Un caro saluto a tutti voi.

BREXIT & CREPIT

Il copione del pre-referendum e anche del post referendum, nella duplice versione BREXIT or NOT, era già scritto. Già prima del 2013, anno in cui Cameron e non per gli effetti di una rivelazione divina avuta in sogno, decise che era arrivato il tempo di chiudere definitivamente la questione EU yes or EU not, che diciamolo pure è sempre stata una questione open dall’inizio. Non è un caso che gli inglesi non sono mai entrati nell’euro.

Brexit

Egli sperava che Nigel Farage e il suo agguerrito partito l’UKIP, con il crescente consenso non avrebbero fatto in tempo a prevalere. Questo calcolo si è rivelato errato e in poco più di due anni Farage e soci sono riusciti a far prevalere la loro parte. L’europa con le sue politiche dissennate è stata alleata di Farage. L’europa dello sfacelo economico, dell’immigrazione di massa, della pianificazione esasperata della vita di 350 milioni di individui, cosi diversi per storia, tradizioni, cultura, bisogni, aspirazioni, ecc…

Il copione del pre-referendum è già acqua passata. Ora siamo tutti bombardati da quello post referendario, nella versione ovviamente contestuale, in cui ha vinto la volontà della maggioranza degli inglesi di lasciare l’UE.

Non sto qui a tediarvi con i contenuti mediatici in corso sulla propaganda di massa. TG, speciali, talkeshowe, dossier, interviste ad esperti, tavole rotonde, dibattiti e faccia a faccia, non escludo neppure qualche lacrimevole episodio sul tema BREXIT nelle trasmissioni della De Filippi, sono tutti a tiro di telecomando. La propaganda è scontata anche se è talmente miserevole e priva di argomenti logici e razionali, che fa rabbia osservare lo sforzo di ammansire, distrarre, intontire così tante persone che invece potrebbero essere informate con un minino di realtà. Lo sforzo di propaganda è proporzionale alla paura e al terrore che la situazione stia definitivamente sfuggendo di mano alle oligarchie UE e degli stati nazionali. Buon segno.

Gli stati, lo stesso superstato Europeo sono costruzioni fittizie. Come fittizia e priva di fondamento è l’autorità politica. Si dimostra infatti che le elezioni e il suffraggio elettorale non sono altro che costruzioni fittizie per tenere in piedi un castello di carta. Una bugia non è la migliore base per sostenere una frode.

Il bello è che i demokratici di professione, quelli alla renzyes, quelli del mesozoiko alla napolitano, alla phrodi, alla merkel, alla hollande e via discorrendo, sono tutti a stracciarsi le vesti e a dire ogni male di chi ha vinto in UK e dell’idea che ha avuto la meglio. A questi demokratici vorrei ricordare che il presunto principio divino a cui ispirano le loro eroiche gesta di parassiti, cioè quello della “volontà della maggioranza”, produce esattamente che le cose possano andare diversamente da come ci avrebbe fatto piacere. E non si capisce quindi perchè la maggioranza affermerebbe delle cose giuste, e la minoranza no. Ma in certi casi, dipende. E perchè allora il 48% dovrebbe adattarsi a una decisione ingiusta del 52% ? non è una violenza inaccettabile ? lo prevede la vostra demokrazia questo, risolvete se vi riesce la contraddizione. Ma loro non risolvono contraddizioni, non sono attrezzati. Loro lavorano sempre perchè il loro 48% di oggi, diventi il 50,000000001 di domani.

La volontà della maggioranza, è tutto fuorchè un principio. Una geniale trovata tutt’altro che di origine divina, che la statistica elementare smaschererebbe in un battibaleno: una vera e propria frode.

L’affermarsi ora dell’una ora dell’altra parte politica, in qualsiasi questione, dalla più piccola alla più grande, è una frode e produce quello che le frodi producono : vittime, perdite, danni, separazioni, liti, rancori, odi, sete di rivincita.

Sarebbe invece naturale e possibile, se non ci fossero lo stato nazionale (in questo caso l’Inghilterra), la demokrazia parlamentare, le minchiate dei referendum, avere un 52% di Inglesi che stanno fuori dalle regole e dalla pianificazione UE, il 48% che continua a pagare e adeguarsi ai dettami di quelli che considera i propri paladini e la propria conventicola.

Quindi ho accolto con favore il risultato dell’uscita dell’Inghilterra dalla UE, solo perchè è ricusata definitivamente l’idea del superstato come di quell’organismo dell’ordine soprannaturale, che provvede e sopperisce dove gli stati nazionali difettano o hanno manifestamente fallito. Che è già questa una contraddizione di termini. Se tu hai una piccola società che non funziona o ha problemi, non è certo mettendosi insieme ad altri sgangherati operatori del tuo settore e facendo una fusione di massa, che tutto d’un tratto le cose cambiano come per magia. Ma si sa nella politica e nella vita sociale, la ragione è morta e prevale la superstizione e la propaganda. E quindi al previsto fallimento degli stati nazionali si è provveduto con il superstato.

Spero che a seguito dell’uscita di UK, si muovano altri paesi per chiedere la separazione da questa combriccola di briganti che ha rovinato un’intera area economica del mondo, trasformandola in un approdo per milioni di aspiranti parassiti, e desertificando intere nazioni come l’italia, la spagna, la grecia, la francia.

E spero altresi che questo processo naturale, che vede il formarsi di comunità sempre più piccole o comunque territorialmente più omogenee, aiuti l’affermazione delle libertà individuali, della libera iniziativa, e lo sfacelo definitivo del collettivismo dilagante.

Non faccio previsioni sul dopo BREXIT. Ne per UK, ne per la UE, ne per l’universo mondo. Non le faccio perchè è impossibile farle in un contesto in cui la realtà è continuamente manipolata dalle decisioni di una mariuolo alla draghi e della sua combriccola di Francoforte, dalla incessante attività di pianificazione e produzione legislativa della commissione europea, dei parlamenti nazionali e regionali, fino alle stupidaggini comunali alla sala della madunina che fa tanto tinello, o all’appendino della Mole che fa tanto guardaroba. In questo contesto animato da armate di truffatori di professione, illusionisti di palazzo, le previsioni le fanno i coglioni di ogni livello e genere che sproloquiano dall’altro ieri sera su tutti gli schermi taGliani, da tutte le radio24 alla barisoni (che non per niente fa rima con marroni). Ma sappiamo che non si tratta di previsioni, ma di divinazioni, in tutto e per tutto simili a quelle degli stregoni e delle fattucchiere. Il mio più caloroso AFFANKULO, a tutta questa banda di miserabili. Ai lampioni da addobbare ci penseranno presto altri.

Niente previsioni da parte mia dunque, ma solo qualche dato. Dicono più di tutti i numeri. Io ho tratto le mie previsioni guardando questi numeri, voi non so. E il pre o post referendum inglese, è solo una quisquilia. Caso mai, usate il telecomando, anche adesso che sono le 16.30 di sabato, qualche coglione che alla tele o per radio sproloquia come piace a voi, sul disastro dell’uscita dell’Inghilterra dalla UE, lo trovate di certo.

TASSE BIS

Comunque agli inglesi il Brexit. Ai taGliani il CREPIT.

FORUM PER LA LIBERTA’ ECONOMICA

322-Mises

In qualità di presidente in carica di questa associazione, ho lanciato l’idea di dedicare qui a Milano, sabato 18 giugno 2016 una giornata di dibattito e aggregazione sul tema della “Libertà Economica”. Ci poniamo l’obiettivo di creare un centro di gravità per la galassia di individui, gruppi, movimenti, associazioni e aggregazioni anche spontanee, che abbiano a cuore la Libertà Economica come priorità per la comunità, le famiglie, i giovani, le imprese e il commercio. Questo Forum non è una passerella elettorale e neppure un laboratorio di intellettuali e pensatori. Questo è il tempo dell’azione. Invito chiunque legge questo post, a condividerlo, a iscriversi a partecipare, e a diffonderlo attraverso i social.

E’ una piccola impresa, non so se ci riusciremo, ma vorremmo mettere insieme tutte le persone disponibili a non aspettare più sedute sul divano, il treno della Storia che passa.

E uscire da questo forum con un programma di azione che da Milano possa replicarsi dalla Sicilia al Trentino, dove la Libertà Economica deve essere ristabilita ad ogni costo, e deve essere rimesso al centro la produzione della ricchezza e il lavoro senza tasse.

Un esempio possibile anche per l’Italia….

Inserisco oggi un link per invitarti, caro visitatore, ad ascoltare 2 minuti e mezzo di Rivo Cortonesi, italiano di Siena ma cittadino Svizzero da decenni ormai. Amico e persona stimata, fondatore e sostenitore anche qui in Italia di Liberi Comuni.

Ascolta caro visitatore questi 150 secondi, sono un esempio possibile, per trasformare la politica da mezzo di potere e coercizione, a strumento temporaneo e non permanente o unico come è adesso, di promozione e sostegno della libertà, a partire da quella economica, senza la quale qualsiasi altra libertà è inutile e fittizia.

Stiamo lavorando anche in Italia, per quello che Rivo Cortonesi racconta in questo breve messaggio.

Buon ascolto